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RIORGANIZZAZIONE SOPRINTENDENZA
DIMA INTERROGA
IL MINISTRO BONDI
Un’interrogazione a risposta scritta per conoscere
quali iniziative il ministro per i Beni e le Attività culturali intenda
intraprendere «per evitare che un provvedimento così concepito, che
presenta evidenti caratteri di irrazionalità e di illogicità, diventi
definitivamente esecutivo ». L’iniziativa, promossa dal deputato del Pdl
Giovanni Dima e rivolta all’attenzione del ministro Sandro Bondi, ha
come oggetto la riorganizzazione degli uffici periferici della
Soprintendenza ai
Foto. Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide
beni archeologici della Calabria, che tante giuste e
più che motivate proteste sta suscitando nella Sibaritide.
«La Soprintendenza calabrese avrebbe rideterminato i propri ambiti
territoriali addirittura attraverso un’ordinaria contrattazione
decentrata con le rappresentanze sindacali interne; questa ridefinizione
degli uffici, se confermata ufficialmente, ridimensionerebbe gravemente
- sostiene Dima - le strutture territoriali dell’ufficio degli scavi di
Sibari e del Museo archeologico nazionale della Sibaritide; l’unità
territoriale di Sibari, così composta, ha promosso, sin dal 1970,
importanti attività di scavo e di ricerca, ricoprendo un ruolo di primo
piano nel panorama delle attività scientifiche legate all’archeologia;
la Soprintendenza archeologica calabrese, con questo provvedimento,
smembrerebbe, in maniera irrazionale,
le funzioni e le competenze assegnate all’ufficio degli scavi di Sibari,
tanto è vero che ben 93 comuni su 130 dovranno interloquire con
l’ufficio territoriale della provincia di Crotone e di Catanzaro».
«Questo provvedimento - secondo il parlamentare del Pdl - risulterebbe
anche assurdo se si pensa che andrebbe ad incidere negativamente non
solo sul criterio della coerenza territoriale, trattandosi, la
Sibaritide, di un comprensorio con caratteristiche storiche,
archeologiche e geomorfologiche omogenee, ma anche su quello della
logica amministrativa, appartenendo tutti i comuni interessati
all’iniziativa della Soprintendenza alla provincia di Cosenza».
Comuni come San Marco Argentano, Roggiano
Gravina, San Sosti, Malvito, Sant’Agata d’Esaro, San Donato di Ninea,
Acquaformosa che costituiscono l’ambito geo-territoriale della valle
dell’Esaro si trovano ad interloquire con un comprensorio completamente
estraneo alla millenaria identità storico-culturale che li lega in modo
uniforme ed indissolubile a Sibari ed alla Sibaritide, di cui ne sono
parti integranti.
Stefano
Carbone
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