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NEUROESTETICA: ARCHEOLOGIA, ARTE, CERVELLO
Dopo
aver seguito il BAW2010 -Settimana del Cervello- , e avendovi già
elencato in precedenza gli argomenti trattati, passo ad illustrarvi,
in pochissime parole, la NeuroEstetica.
Cos'è? E' un nuovo ramo della psicofisiologia, particolarmente
interessato alla neuropsicologia della produzione artistica visiva,
dell'osservazione di reperti archeologici e della localizzazione
cerebrale delle aree addette all'emozionabilità musicale. Anche i
danni celebrali che possono nascere da traumi, ictus, ischemie o
tumori possono essere di notevole interesse per gli studi in
neuroestetica: è infatti sorprendente osservare come un danno
localizzato al cervello o altre strutture nervose ha portato a
drammatici o sottili cambiamenti nella creatività e nella produzione
in molti artisti famosi (Van Gogh su tutti). Lo studio di come un
disturbo neurologico può alterare la produttività in artisti
riconosciuti tali e in persone creative è, ancora oggi, un campo in
gran parte inesplorato.
Cosa
fa il nostro cervello mentre osserviamo la "scure-martello" di
Kyniskos? Cosa proviamo nell'immaginare cosa accadeva a quel tempo?
Cercheremo di individuare insieme le parti del cervello implicate in
questa attivazione fisiologica celebrale.
Secondo Gallese, scopritore dei "neuroni specchio", "la risposta della
mente al capolavoro artistico è mediata da una sorta di profonda
immedesimazione (cognitiva, emotiva e motoria) con l’opera d’arte,
un’immedesimazione resa possibile dal meccanismo dei neuroni specchio
che ci consentirebbe di vivere, rispecchiandole appunto, le emozioni e
le sensazioni corporee vissute dai protagonisti raffigurati nelle
opere d’arte (o negli scritti, ad esempio, sulla scure-martello, per
quanto ci riguarda) : le loro tensioni muscolari, le espressioni
facciali, le emozioni, il dolore. Il meccanismo dei neuroni specchio
ci consentirebbe persino di rievocare corporalmente dentro di noi
anche il gesto dell’artista, il colpo di pennello sulla tela, la
martellata sul marmo". Proprio dalle parole del professore
universitario di Parma, si cercò di dare una spiegazione alle varie
patologie che affliggono la "visualizzazione storico-artistica" di chi
ha voluto comunicarci qualcosa: "La sindrome di Stendhal" è il nome di
una presunta affezione psicosomatica che provoca tachicardia,
capogiro, vertigini, confusione e anche allucinazioni in soggetti
messi al cospetto di opere d'arte di straordinaria bellezza,
specialmente se sono compresse in spazi limitati: in questa
prospettiva, la suddetta sindrome potrebbe essere concepita come
un’ipereccitabilità di questi meccanismi celebrali.
Oltre
ai neuroni specchio, la risonanza magnetica funzionale (o fMRI)
ha permesso di visualizzare l’attività del cervello in vivo mentre
compiamo un’azione, pensiamo o ci emozioniamo. Assieme ad altre
tecniche, la fMRI ha consentito di studiare il pattern di attivazione
delle differenti aree del cervello, rivelando che ciascuna delle
strutture cerebrali è specializzata per uno o più compiti specifici,
come l’elaborazione degli stimoli sensoriali (visivi, tattili,
uditivi, ecc.), la pianificazione ed esecuzione di processi motori o
la percezione di determinati stimoli emotivi.
Guardando la figura della risonanza, si comprende quale sia
(grossolanamente) l'attivazione del cervello più comune che abbiamo,
quando osserviamo un Caravaggio o leggiamo con passione l'iscrizione
sulla Scure-Martello: se non si è pratici di neurologia, le parti in
verde sono aree deputate alla visione (V1, V2, V4), le parti in giallo
sono cortecce prefontali, deputate al giudizio e in parte alla pratica
motoria (sorprendentemente, in questo caso possono simulare, mentre
leggiamo e riflettiamo sull'iscrizione, il "movimento di Kyniskos in
ginocchio, che dedica la Scure ad Hera", ad esempio); le zone in rosso
infine, corrispondono grossolanamente al sistema limbico, che riporto
più approfonditamente in un altra figura. Mi limito solo a dire, che
questo sistema è quello per eccellenza deputato all'emozione e
all'emozionabilità. Inoltre, riporto anche un'immagine da atlante, con
i nomi delle attive, per facilitarne la comprensione.
Stiamo guardando, ci stiamo muovendo col cervello, e stiamo provando
le emozioni di Kyniskos. Il nostro cervello CREA L'ARTE, L'ESTETICA.
L' intensità dell' attività neurale, inoltre, almeno in alcune delle
aree attivate, mostra una correlazione diretta con la forza dell'
emozione che il soggetto dichiara di provare. PIU' E' ATTIVA UN'AREA,
PIU' L'EMOZIONE E' FORTE. Ad esempio, (cit. al.) in una recente
ricerca sui correlati neurali dell' odio verso un quadro, abbiamo
osservato che, in alcune aree attive del cervello, il grado di
attività neurale (misurato in base alle variazioni del flusso
sanguigno celebrale) era direttamente proporzionale al grado di odio
dichiarato dai soggetti nei confronti delle opere di cui era stata
mostrata loro un' immagine.
Le più recenti ricerche neuro-psicobiologiche giungono alla
Sensazionale conclusione che il gusto estetico si sarebbe formato e
consolidato nella misura in cui sarebbe risultato utile che piacesse
per SELEZIONE SESSUALE ciò che, in partenza, si sarebbe a sua volta
affermato per selezione naturale in quanto utile alla sopravvivenza.
La selezione sessuale, insomma, ricalcherebbe fedelmente quella
naturale e s’innesterebbe, per così dire, su di essa, potenziandola
significativamente.
E’ in questo contesto che andrebbe collocata l’espressione artistica,
tipica della nostra specie, in quanto essa avrebbe aiutato i nostri
antenati preistorici ad adattarsi al loro ambiente garantendo loro in
definitiva un MAGGIOR SUCCESSO RIPRODUTTIVO.
I meccanismi neuro-ormonali così selezionati avrebbero quindi
condizionato in misura decisiva tanto la creazione che la fruizione
artistica.
Concludo con una citazione di Zeki: "L'arte è concepita dall'artista
ed apprezzata dal suo pubblico grazie ad una serie di operazioni che
si svolgono nel cervello dell'uomo e quindi anche l'esperienza
estetica è soggetta alle leggi che regolano le attività cerebrali e le
strutture nervose coinvolte, siamo animali visivi, animali spaziali,
per i quali, secondo il modello di approccio psico-cognitivo da lui
elaborato, il confine tra arte e scienza pare destinato ad
annullarsi".
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Vi indico il sito per scaricare gratis un e-book su Scienza e Arte.
Una lettura molto coinvolgente: Scienza e Arte - Diversità e
convergenze, di Paolo Manzelli
http://www.quantumbionet.org/admin/files/Paolo%20Manzelli%20-%20Scienza%20e%20Arte.pdf
Posso fornire materiale, in lingua inglese.
Sono aperto al dibattito e al confronto, preferibilmente
controfirmato. Grazie per l'interesse, GR
Giovanni Rimola
Nome: *Per i lettori
Date: 14-mag-2010
Time: 09.54.07
CommentoSe riscontrate difficoltà nella comprensione degli articoli, non tralasciateli. Chiedete informazioni, chiarimenti, formulate domande! Gli articoli servono alla crescita della conoscenza collettiva (c'è ancora chi ci crede nella "condivisione del sapere"): i chiarimenti servono a Voi, lettori di questo articolo, e servono a me, in veste di lettore che ignora alcune realtà, nella comprensione di articoli di altro genere, sviluppati da altri.
La morte di un articolo è la non-lettura o la lettura superficiale: ma e' anche giusto che TUTTI sappiano, riflettano e capiscano ciò che gli articoli stanno proponendo.
Dunque, proponete! Risponderò alle vostre domande nel minor tempo possibile!
Grazie in anticipo per la gentilezza e la riflessione che da sempre dimostrate nella lettura delle news,
GR.
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