FRANCAVILLA MARITTIMA (CS).

NUOVE SCOPERTE SUL SANTUARIO DELLA MOTTA

 

 

 

 

 

 

 

Negli anni Sessanta del secolo scorso gli scavi archeologici sull’acropoli di Timpone della Motta a Francavilla hanno riportato alla luce tre templi del VI sec. a.C. (edifici I, II e III), sotto questi edifici sono stati rnvenuti buchi di palo di edifici più antichi.
Gli scavi condotti dal GIA sui resti del nuovo tempio V stanno fornendo molte informazioni che permettono di integrare i risultati degli scavi precedenti. Il tempio V è stato rinvenuto in un’area che la Prof.ssa Stoop ha chiamato “Area della Chiesetta”, accanto ai resti di una chiesetta bizantina biabsidata che a quel tempo era ancora in piedi, sul limite meridionale dell’acropoli.

Foto. Ricostruzione dell'Acropoli di Francavilla

 

Oggi la chiesetta è completamente sparita, andata distrutta durante lo scavo della Stoop.
In quest’area sono stati rinvenuti dei buchi di palo e materiale enotrio e greco risalenti all’VIII-VII sec. a.C. In base a tutti questi elementi si deve ipotizzare la presenza di un tempio arcaico.
Agli inizi degli anni Novanta è stata organizzata una nuova campagna di scavi che ha fornito ulteriori, importantissimi dati per la ricostruzione delle fasi di frequentazione dell’area sacra.
Nei pressi dell’Area della Chiesetta sono state rinvenute file di buche per pali; in mezzo alle file di buche è stato rinvenuto un blocco di conglomerato con evidentissimi segni di bruciature identificabile con un focolare-altare. Sul pendio meridionale, a brevissima distanza è stato rinvenuto uno spesso strato di cenere con molti frammenti ceramici dello stesso periodo. Intorno al focolare e conficcati nelle fessure della roccia, sono stati rinvenuti moltissimi oggetti in bronzo offerti come ex-voto.
Proprio grazie alla doppia fila di buche per pali si può ricostruire la pianta del nuovo tempio V.
Il tempio V è costituito da un vano centrale e due portali sui due lati corti, molto simile ai templi greci provvisti di cella, pronao e adyton.
Sono state finora necessarie ben cinque campagne di scavo per comprendere le fasi edilizie dell’area della “Chiesetta Bizantina”.
La fase più antica è quella del Bronzo Medio, si tratta di una casa tagliata da costruzioni più recenti.

 

 

Foto. La Tavoletta rinvenuta

 

L’edificio più significativo è la cosiddetta “Casa delle tessitrici”; si tratta di una grande costruzione absidata in legno con stanza del focolare nella parte occidentale e telaio nella parte centrale. Qui sono stati rinvenuti numerosi pesi da telaio, pendagli e fibule in bronzo che consentono di datare la struttura al IX sec. a.C.
Questo è l’edificio cultuale era anche riservato alle sacerdotesse che avevano il compito di tessere il vestito rituale della dea.
Il culto della dea è stato poi continuato nei templi lignei costruiti verso la seconda metà dell’VIII secolo sovrapposti alle case dei notabili enotri. Raffigurazioni risalenti all’VIII-VII sec. a.C. e l’iscrizione sulla famosa tavoletta di Francavilla, indicano che il santuario era dedicato alla dea Athena.
L’edificio di culto più antico scavato in quest’area è il tempio V costruito intorno al 700 a.C. Si più tranquillamente datare grazie alla numerosa ceramica enotria decorata con motivi “a frangia” ed a alcune brocche provenienti dall’area cicladica, risalenti allo stesso periodo.
Un altro tempio (Vd) è stato costruito intorno al 650 a.C.
Di questo edificio si conservano le fondamenta e una notevole quantità di reperti. L’edificio si può datare grazie alla grande quantità di ceramica proto-corinzia databile alla metà del VII sec. a.C.
I resti di questi tre monumentali luoghi di culto scoperti sul Timpone della Motta sono i più antichi templi si cui si ha finora conoscenza sull’intero territorio italiano poichè risalgono alla seconda metà dell’VIII sec. a.C.
Questi seono sovrapposti a grandi abitazioni della prima metà dell’VIII sec. a.C. appartenute ad un facoltoso clan di rango elevato enotrio i cui membri giacciono sepolti nella vicina necropoli di Macchiabate.  



 

Stefano Carbone

 

 


Nome: Debora de Bianco
Date: 11-mag-2010
Time: 21.51.22

Commento

Articolo particolarmente interessante per chi come me studia Conservazione dei Beni Culturali. Queste sono notizie inedite non facilmente reperibili. Sono alla ricerca di notizie sul "Cerchio reale".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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