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CROTONE. ELIO CORTESE E' MEMBRO
DELLA DEPUTAZIONE DI STORIA PATRIA

Elio Cortese,
noto ai crotonesi per la sua apprezzabile indagine storica su usi,
costumi, tradizioni, lingua e personaggi del territorio, è stato
annoverato tra i soci della Deputazione di storia patria della Calabria.
Tale riconoscimento gratifica la sua silenziosa, costante e qualificata
opera di studioso e ricercatore. I suoi testi, esploratori di mondi
trascorsi, esaminati con
Foto. Il corrispondente per il Crotonese, Stefano Carbone
l’obiettività
di un critico sereno e imparziale, rivelano perspicacia e capacità di
lettura dei profondi recessi della memoria, storicizzati, senza
motivazioni nostalgiche, nell’alveo dell’attuale.
La Deputazione di storia patria, nata all’inizio del Novecento, che si
pregia d’avere tra i suoi soci illustri personaggi del mondo della
cultura ed è presieduta da Giuseppe Caridi (ordinario di Storia Moderna
all’Università di Messina), ha ritenuto di dover onorare lo storico ed
ancor prima l’uomo, attraverso la cooptazione nelle proprie fila.
Il riconoscimento è un attestato all’autenticità ed all’elevazione
morale restituite dalla cultura agli adepti più fedeli che la fanno
assurgere a ragione di vita e motore interiore.
I numerosi premi, ottenuti in concorsi e certamina letterari, il
riconoscimento, nell’ambito del Premio Siberene di S. Severina, la
collaborazione alle iniziative culturali di Castelfiaba restituiscono il
solerte e diuturno sforzo dell’intellettuale che rifugge la turris
eburnea.
Il fatto che Elio Cortese, nostro stimato collaboratore, sia entrato a
far parte della Deputazione di storia patria della Calabria non è un
riconoscimento fine a se stesso: è un onore non solo per lo studioso,
ma, finalmente, per tutta la città. Per questo può rappresentare una
spinta all’ottimismo, in un momento in cui anche i crotonesi cadono
vittime di tanti pregiudizi negativi su questa realtà e di un sentimento
di inferiorità rispetto alla propria identità, per sentirsi, invece,
finalmente orgogliosi del loro passato, di quel dialetto che in alcune
occasioni qualcuno ha ritenuto grottesco, volgare, indegno... E invece
questo riconoscimento conferma che è tutto il contrario: se è stato
premiato e, dunque, apprezzato chi questa terra e le sue tradizioni le
decanta vuol dire che abbiamo tanto da offrire, da raccontare e
valorizzare. Vuol dire che siamo ricchi e che è l’ora di rendercene
conto!
Cortese con la sua opera di studioso offre un esempio di speranza a
tutti i crotonesi, più bravi a lamentarsi che ad impegnarsi, invitandoli
a conoscere se stessi, le proprie radici e ricchezze, di cui spesso sono
inconsapevoli, per trovare finalmente il coraggio di valorizzarle ed
offrirle agli altri.
“Bisogna essere solo più acuti, più attenti - diceva Cortese ai suoi
alunni che dai banchi lo ascoltavano incantati quando insegnava loro il
francese in una scuola media della città - a riconoscere quei tesori
nascosti, che stanno nelle piccole cose”. Così riusciva a far camminare
insieme una lingua elegante come il francese con il vernacolo crotonese
che i ragazzi credevano fino a quel momento fosse rozzo e che invece
chiamava allo stesso modo le scatole (bouatte), le vie (rue)... E così
la discussione continuava arrivando a parlare di ‘Gano di Magonza’, de
la ‘Chanson de Roland’, dei crotonesi che dicono di ‘spagnarsi’ quando
hanno paura perché memori delle dominazioni spagnole... Tanti tesori,
tanta storia da scoprire e che sono nascosti prima di tutto alla nostra
consapevolezza. Cortese, con uno studio laborioso e paziente, ha
dedicato una vita a rispolverarli mosso solo da una passione, l’amore
per questa terra e la voglia di trasmetterlo alle nuove generazioni.
Oggi è arrivato per lui il momento di raccogliere i primi frutti, la
vittoria più piena sarà il momento in cui i giovani saranno orgogliosi e
consapevoli di essere i fortunati eredi di un passato prestigioso.
Stefano Carbone
Nome: vfEmOFyFRgXiXbmlGP
Date: 13-mar-2010
Time: 08.51.47
CommentoCOMMENTO
MODERATO
(Art. 2 comma 7 del Regolamento)
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